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Nicola Formichetti: think outside the box

Stylist, art director e fashion editor di origini giapponesi/italiane, il creativo veste personaggi come Lady Gaga e vanta collaborazioni da capogiro.

Giappone, Tokyo, anno 1977. Queste sono le coordinate per rintracciare la nascita e le origini di una delle figure più autorevoli e interessanti all'interno del panorama fashion nel mondo; parliamo di Nicola Formichetti, figlio di madre giapponese e padre italiano, oggi tra il nonplusultra dei direttori artistici, stylist e fashion editor internazionali. Una carriera, la sua, iniziata a Londra in giovane età, dove si recò convincendo i genitori che avrebbe frequentato un scuola di architettura, quando invece si inserì anima e corpo nella realtà dei club londinesi. Qui iniziò a lavorare presso il "Penneal Eye", un retail trasformatosi in una vera istituzione per la parte Soho di Londra, desiderando diventarne art director e main-buyer.

Ma fu un incontro con Katy England, fashion editor di Dazed and Confused, a portargli visibilità sia sulla testata che sui principali magazine di nicchia e non solo, come V, V Man, Another, Another Man e Arena Homme. Da lì in poi fu nominato nel 2005 fashion editor di Dazed and Confused e successivamente fashion director di Vogue Homme Japan; tutte esperienze nelle quali riuscì ad affermarsi grazie ad uno stile riconoscibile, a tratti estremo ma fedelmente fashion.

Eppure la sua scalata non si fermò qui, in quanto nel 2009, su uno dei set per V Magazine, scoccò "un amore a prima vista" (creativo e filiale, ça va sans dire) con niente di meno che Lady Gaga, tanto da farlo diventare velocemente il suo personal stylist. Formichetti ha, infatti, curato numerose apparizioni della cantante e icona, tra cui le più memorabili e discusse, come quella dell'abito di carne agli MTV Awards del 2010 e ai Cinquantatreesimi Grammy Awards con l'uovo di Hussein Chalayan.

Ma stylist e fashion editor non erano voci sufficienti per connotare la sua creatività e il suo talento, che lo portarono a essere nominato creative director di Therry Mugler e ad essere premiato, nel 2010, come "Fashion Creator" dell'anno ai British Fashion Awards.Tre anni dopo, divenne anche il primo direttore creativo nella storia di Diesel, noto marchio di jeans e abbigliamento casual.

Professionista poliedrico, creativo a 360° e uomo di mondo: questo è Nicola Formichetti, che riesce a vantare un portfolio da invidia, grazie alle collaborazioni con i migliori fotografi, le modelle più richieste, fino alle pubblicazioni su alcune delle principali testate internazionali, senza contare ovviamente l'eccellente lavoro nelle due maison sopracitate.

Il suo è uno stile forte e quindi identificabile, semplice ma comunque "fuori", come ha definito per un'intervista a GQ per quanto riguarda il lavoro con Lady Gaga, che lo porta anche ad acquistare capi donna di Comme des Garçons solo per averli in casa, o un paio di tacchi alti di Balenciaga by Nicolas Ghesquière perché veri pezzi d'arte. Si ispira ad artisti come Keith Haring, Cindy Sherman, Jeff Koons, finanche a Caravaggio, artista che gli modificò una certa visione estetica nel lungo periodo trascorso a Roma. Oltre la creatività, dentro la moda, fuori dagli schemi.

Ilaria De Leonardis

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