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Top Model 2.0: L'imperativo è distinguersi

Dimenticatevi gli anni in cui per entrare nell'olimpo delle top model bisognava essere l'incarnazione della perfezione.

Siamo, ormai da qualche tempo, nel pieno di un' ondata di rinnovamento nel mondo della moda, e non parlo della rinascita dei panta-palazzo a discapito dei jeans a sigaretta, bensì di un cambiamento radicale nella scelta delle adorate mannequins, vere star del Fashion-System.

Fate quindi scendere dal trono la meravigliosa Cindy Crawford e lasciate salire le top della nuova generazione; loro sono imperfette, irriverenti, a volte sgraziate, dotate di una bellezza singolare e decisamente non convenzionale

Kendall jenner è senza dubbio una delle favorite: classe 1995 e sorellastra delle sobrie Kardashian conta 38 milioni di followers su Instagram; quel faccino da liceale unito al portamento da vera diva sono la sua carta vincente sin dagli esordi nel 2014, quando venne scelta da  Riccardo Tisci insieme Mariacarla Boscono per la campagna pubblicitaria A/I di Givenchy.

Stesso discorso vale per la sua inseparabile amica Gigi Hadid, bionda mozzafiato di origini palestinesi e figlia d'arte, calpesta passerella dopo passerella a ritmo di pura sensualità; “Amo essere sexy, ne sono fiera” risponde a chi l'accusa di esser troppo “grassa” per sfilare.

Più sofisticata e ricercata è la bellezza della sorella, Bella Hadid: sguardo magnetico, pelle diafana ed enorme determinazione nell'arrivare in vetta.

Che dire invece di Joan Smalls? Fisico statuario e grinta a volontà, sfila per i miglior stilisti di tutto il mondo dall'età di 17 anni; ogni volta che la paragonano a Naomi Campbell sospira con fare accigliato.

E ancora Cara Delevigne, designata da tutti come leggittima erede dell'intramontabile Kate Moss, , Barbara Palvin, Liu Wen, Edie Campbell e Daphne Groeneveld

Riguardo la condotta la maggior parte sono delle vere, o almeno così lasciano intenderci, bad girls; si distinguono infatti per la loro notorietà SOCIAL(mente) parlando, facendo diventare i propri profili Facebook, Instagram e Twitter parte integrante del loro lavoro e della loro immagine.

Tutte però sono dotate di quel “je ne sais pas quoi” indispensabile per renderle uniche e richiestissime, vere icone di un tipo di femminilità nuova, imperfetta, originale, e senza dubbio vera.

E quindi? Qual è la tua preferita?

Noemi Clarizio

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