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Blog vs Blogger: La faccia avvilita

Il dibattito sulla questione “fashion blogger” è ormai all’ordine del giorno, un argomento jolly da sfruttare in ascensore al pari di “non esistono più le mezze stagioni”. Discutere se sia giusto o meno che queste giovanissime web celebrities abbiano così tanto successo, guadagnino così tanti soldi e abbiano completamente rivoluzionato il mondo della moda è abbastanza inutile: che ci vada bene o meno, The Blonde Salad fattura più del premio nobel per la scienza.
Ma questo non ha impedito a chiunque, dai giornalisti più illustri del settore a Barbara D’Urso nel suo salottino del trash, di dire la sua sull’argomento.
C’è chi, però, invece di tirare fuori bilanci economici e analisi sociologiche, si “limita” a condividere le prodezze degli influencer più celebri, spesso smascherandone i punti deboli. Quasi 13.000 fan su Facebook, in attività dal 2009, quando la parola “fashion bloggers” non esisteva nemmeno e si trattava solo di ridicolizzare una ragazzina bionda che postava le sue foto su Flikr. E’ “La faccia avvilita”, una web community che, con l’ironia che spesso manca alle sue vittime, prende in giro il magico mondo dei blogger nonostante i continui tentativi di censura.
In principio era “La Faccia Avvilita di Mischa Barton”, a ironizzare sull’espressione dell’attrice americana durante il brillante intervento di Chiara Ferragni, ospite da Chiambretti, sul designer Alexander Mcqueen. La pagina è stata però chiusa, per via delle segnalazioni dei seguaci in difesa dei loro beniamini, ma è immediatamente risorta dalle ceneri con un nome ancor più provocatorio: “La Faccia Avvilita delle Solo Invidiose”. Nuovamente chiusa, nuovamente riaperta. Oggi la pagina si chiama “La Faccia Avvilita della Faccia Avvilita” e a dispetto di tutto è sempre attiva e gestita con estrema attenzione, a giudicare da alcuni dettagli non da poco, come il riportare sempre foto e testi per evitare di “regalare” visualizzazioni ai blog.
Contatto il proprietario per avere un’intervista, per ovvi motivi vuole mantenere l’anonimato e nonostante le insistenze non intende rispondere alle mie domande. La motivazione, dice, è che non vuole caricare la pagina di un ruolo e di un'importanza che non ha, in fondo sui fashion blogger è stato detto molto, forse troppo e da voci molto più autorevoli. Ci tiene a sottolineare che il fine ultimo è sempre il divertimento e che nonostante l'argomento sia di bassa lega la forza della pagina sono la moltitudine di persone brillanti che sanno stare al gioco in maniera sagace e che contribuiscono di volta in volta ad alzare il livello spesso con contributi linguistici e culturali di spessore.
E’ vero, la pagina è nata e resta una valvola di sfogo a sfondo ludico e formalizzare una linea di pensiero diventerebbe un'operazione spropositata. E’ anche vero, però, che nel percorso ci sono state delle prese di posizione più o meno impegnate e delle "battaglie" più o meno serie che di danni, ai fashion blogger in questione, ne hanno causati eccome. “La faccia avvilita”, quindi, non vuole dare forma al personaggio, mi chiede di lasciarla nel suo angolino inosservata. Una contraddizione, visto che la community conta più di 12.000 utenti che ci mettono la faccia ogni giorno utilizzando i loro profili reali per lasciare commenti e mandare suggerimenti. Ribadisce di non avere un pensiero, fa e basta, ed è proprio questa la sua forza: la minaccia non sono più le critiche, ma un vero e proprio movimento anti-blogger.

Martina Trozzi

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