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Officine Générale, il marchio che nasce dal disprezzo.

Officine Générale è il brand francese dedicato al menswear che nasce nel 2012 sotto l’alta creativa del designer Pierre Mahéo. Il perfetto mix del successo è dato dalla pulizia delle linee, alta qualità ed etica della produzione.

 Officine Général è il brand francese che pian piano si sta infilando con stile e sobrietà nel guardaroba degli uomini di mezzo mondo. Un modo di vestire che punta all’eticità della produzione, alla pulizia delle linee e all’alta qualità dei tessuti, il tutto orchestrato dal designer e fondatore Pierre Mahéo.

 

Quello che Mahéo vuole imprimere nei suoi abiti fa parte di un percorso biografico, una passione appresa dal nonno che faceva il sarto, fino alle sue personali esperienze nel mondo dell’alta moda che lo hanno portato ad una radicale rottura, e come lui stesso lo definisce il disgusto nei confronti di una produzione in serie che sfrutta la manodopera a vantaggio di scarse condizioni igieniche sanitarie degli stessi operai, che spesso si trovano ad operare in fabbriche malsane con orari impossibili e uno stipendio da fame.

 

Raggiunto il limite di sopportazione, accumulato durante i viaggi in questi luoghi per controllare la filiera della produzione, decide di darci un taglio e nel 2012 fonda la sua azienda Officine Generale, decidendo di caratterizzare gli abiti su una sartorialità impeccabile come quella italiana, dove si rivolge ad esempio per creare capispalla in cashemere tramite una partnership con Loro Piana e la manodopera portoghese per confezionare i prodotti. La caratteristica essenziale è quella dell’atemporalità, tutti i capi incontrano il gusto di uomini che provengono da ogni fascia generazionale oltreché di range sociale.

 

Le collezioni, insieme ad uno spiccato senso per le proporzioni, hanno sempre mantenuto una conformazione che strizza l’occhio agli abiti da lavoro, la parola d’ordine è la praticità, sono abiti che devono essere indossati da uomini che lavorano e che possano essere portati nel quotidiano. I blazer destrutturati si affiancano a t-shrt monocromatiche e agli iconici chino. I tweed inglesi foderano giacche e jilet mentre i tagli e i tessuti giapponesi caratterizzano le camicie dal sapore essential.

 

Anche i colori mantengono una certa continuità nelle produzioni. Spesso ritroviamo i blu marini, i grigi e i neri a volte in chiave metallica a volte laccata, come le nouance dei bomber e dei cappotti che hanno sfilato alla fashion week di Parigi per l’Autunno Inverno 2016-2017. E i chiarori estivi del bianco e del kaki e ma anche del verde presentati per la Primavera Estate 2016. La novità assoluta è stata quella di aver inserito negli accessori le sneaker, che ora affiancano le oxford in camoscio e i boots in pelle.

 

Un punto forte che ha sicuramente contribuito al successo di Officine Générale è il prezzo. Nonostante i prodotti siano fabbricati con tessuti eccellenti e curati maniacalmente nel dettaglio, non sfiorano mai cifre da capogiro, questo grazie all’abbattimento dei costi superflui e soprattutto alla controversa scelta, ma sicuramente azzeccata, di non investire ingenti capitali in campagne pubblicitarie. Come infatti sostiene Pierre Mahéo, la miglior pubblicità è la qualità e il passaparola dei clienti.

 

Nel corso degli anni il mercato che più di tutti ne ha apprezzato lo stile, oltre a quello francese dove tra l’altro sorge l’unica boutique monomarca al 6 di Rue du Dragon, è quello americano, seguito subito dopo dalla Corea del Sud e dall’Inghilterra, grazie al sito MrPorter che lo distribuisce. Sono inoltre 96 i rivenditori ufficiali nel mondo. Mix perfetti che hanno contribuito a far raggiungere nel 2014 un fatturato di quasi due milioni di euro.

Alessandro Iacolucci

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