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Alexandre Vauthier

Ecco il ritratto creativo del couturier francese Alexandre Vauthier. Amante dei colori forti, delle architetture e dello show biz.

 Germana Marucelli diceva sempre che gli abiti devono racchiudere l’architettura perché l’abito è spazio firmato, pittura perché è colore, musica perché è armonia, scultura perché è forma, poesia perché crea e qualifica. Oggi queste qualità sembra interpretarle al meglio il quarantaquattrenne, couturier francese, Alexandre Vauthier.

Classe 1971, lo stilista inizia la sua carriera nella moda dopo gli studi alla ESMOD (École supérieure des Arts et techniques de la Mode, ndr) di Parigi. Integrando gli studi con uno stage da Thierry Mugler viene subito notato, da qual momento ne diverrà stimato collaboratore per le linee haute couture. Dal 1997 al 2005 lo troviamo, sempre per linee di alta moda, nello studio creativo di Jean Paul Gaultier.

Nei suoi abiti integra i colori accesi, come per esempio (ne)la collezione autunno-inverno 2011/2012, dove a farla da padrone era il rosso e i contrasti marcati come il nero e l'oro che caratterizzano gran parte delle sue creazioni, contraddistinte anche dalle applicazioni di cristalli Swarovski e raffinati ricami che nascono dalla collaborazione con Maison Lesage. Il tutto, compresa la gioielleria, è marchiato con una “V”. Ogni suo abito è strutturato, la lavorazione parte sempre dalle spalle e dalla vita.

La sua creazione simbolo, pronta a diventare subito un'icona, è la “Unfolder 7”. La borsa nata per il quarto anniversario del brand è il connubio perfetto di prêt-à-porter e haute couture, unisce il cuoio pregiato ad inserti metallici che le donano un aspetto decisamente rock. Maneggevole, elegante e senza tempo, a detta del designer è la "quintessenza dell'ultra-femminiltà", alla quale potrete arrivare strisciando la carta per 2.500 euro.

Amante dei viaggi, estimatore dell’Oriente e degli States, dei colori forti e delle forme architettoniche, Vauthier lascia che la sua mente creativa venga rapita da tutto ciò che lo circonda. Proprio da qui nasce l’idea di una nuova linea, la sua! Nel 2009 da vita all’etichetta omonima. I suoi abiti saranno qui contraddistinti dai tagli rigorosi, che affondano le radici nella cultura della couture francese, con contaminazioni anglosassoni. Alexandre Vauthier diventerà un astro nascente della moda, amato dalla stampa, dai colleghi e dalle star internazionali, firmerà collaborazioni che lo porteranno ad essere sulla bocca di tutti. Le sue linee si amplieranno dal prêt-à-porter ai profumi fino al design di interni.

Dalla sua prima sfilata Christian Louboutin firmerà le scarpe, e che scarpe, che accompagnano gli abiti dello stilista ad ogni sfilata. Il 2010 sancisce la partnership tra il couturier e la linea "3 Suisses", per la quale disegnerà una capsule collection. Tra il 2011 e il 2012, e per I successivi tre anni, il marchio sportivo Pyrenex gli affida la direzione creativa per la linea premium, dove ha realizzato 15 giacche a vento "doudoune" da uomo e 18 da donna.

Vauthier è attivo anche nel mondo dello show biz. Ha lavorato per il look della copertina del singolo “Girl gone Wild” di Madonna (che ha anticipato l’uscita dell’album MDNA), con Beyoncé per la cover dell’album “4” dove la pop star indossa una stola di pelliccia, otre che con Rihanna, sua affezionata cliente.

Alessandro Iacolucci

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