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Retropose: Intervista alle designer

Giulia Mitarotonda e Federica Cremisini, creative e imprenditrici, raccontano la loro creatura.

Vi siete conosciute all’Accademia di Costume e Moda, poi i vostri percorsi si sono divisi fino a quando, anni dopo, avete deciso di formare un duo creativo. Un percorso anomalo: prima il lavoro e poi l’amicizia. Come siete riuscite a gestire le vostre diversità e sfruttare le vostre capacità individuali in un percorso comune? 

Sin dall'inizio, la voglia di un progetto insieme. Le diversità naturalmente sono tante, a livello caratteriale siamo totalmente gli opposti, ma perfettamente complementari. La visione stilistica è la stessa, ma ognuna di noi riesce sempre ad esprimersi al massimo. Abbiamo imparato con il tempo ad ascoltarci, a crescere dai nostri errori e dalle nostre vittorie. La forza del nostro duo sta nel credere al nostro lavoro e nel cercare di migliorarci sempre, avendo come obbiettivo finale la piena espressione del nostro brand.

Nonostante il vostro progetto sia nato e cresciuto a Roma ed i vostri prodotti siano completamente Made in Italy, la vostra boutique a via del Pellegrino 60 ricorda più gli store berlinesi. Come unite le vostre origini ad un gusto estremamente internazionale?

Ci viene detto molto spesso che le nostre linee sono molto "nord europee" e nello specifico berlinesi. Proprio perché veniamo da Roma siamo alla ricerca del minimal, dell'alleggerimento, della forma geometrica ma essenziale. Cerchiamo un gusto privo di troppe connotazioni, di troppi strati unificati, un po' come fece il pittore olandese Piet Mondrian. 

Oltre ad essere creative, dunque, siete imprenditrici. E’ difficile, oggi e in Italia, dare vita ad un progetto come il vostro? Cosa pensate serva oggi ad un giovane creativo per realizzare nel pratico il proprio sogno?

E' stato molto difficile a livello burocratico. Abbiamo impiegato all'incirca 6 mesi per avere tutta la documentazione e aprire la boutique in Via del Pellegrino. Per il resto si tratta solo di organizzazione e dedizione al proprio lavoro. Ad un giovane creativo al giorno d'oggi serve sicuramente il coraggio, la voglia di proporre qualcosa di diverso, tanta, tantissima pazienza e amore per ciò che si fa.

Parliamo dell’ultima collezione: a cosa vi siete ispirate nel crearla, quali sono le sue caratteristiche?

La collezione si chiama “Egli s'annoda”, in cui è ricorrente la lavorazione a nodi, il nostro segno distintivo. Da qui il nome della collezione ispirata a forme sinuose e circolari, con linee unite da fasce che ne esaltano la visione totale. In ogni progetto cerchiamo di sviluppare il prodotto in base all'utilizzo finale, quindi unire il design al quotidiano.

Avete esposto le vostre creazioni all’evento Room Service durante la Alta Roma nella fiera White durante la Fashion Week di Milano, quali sono i vostri progetti per il futuro?

Sicuramente far conoscere il nostro marchio Made in Italy all'estero, allargare quindi i nostri canali di vendita, mantenendo sempre intatta l'origine e l'identità del nostro prodotto.

Martina Trozzi

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